I prati si ergono e diventano piani inclinati e io mi ci arrampico, come avrei voluto fare nel giardino di via Calcada.
Sento il fresco dell'erba che accarezza la mia faccia sento le goccioline di rugiada.
Se chiudo gli occhi non vedo il signore seduto accanto a me, ma sento l'odore dei copertoni bruciati in riva al Mekong.
Guardo in faccia il bambino che mi chiede riso.
Sento l'odore del pesce di fiume, accarezzo la tovaglia di carta. Ascolto il rumore delle ciabattine che corrono sopra ai sassi della strada.
Dio che bello, rendersi conto di quanto riusciamo ad allontanarci dal nostro corpo.
Io vorrei sentire più spesso quello che ho dentro in questo momento.
Voglio conservarne l'esperienza e portarla via con me.
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