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sabato 10 dicembre 2011

Prove tecniche

A volte il segno mi concede dei lussi:  l'occhio può, per un attimo riposarsi, e seguire per un momento solo la grafite della matita. E non sente di dover affrancarsi su tutto il divenire delle cose.
Come succede per il colore. Strano.

Prova per nuova copertina di Hystrio sul teatro giapponese

6 commenti:

Aresti ha detto...

Strano sul serio, perchè le parole che hai scritto sono grossomodo quello che ho pensato guardando queste linee.

Chiara Dattola ha detto...

le hai trovate rigide, queste linee?

Aresti ha detto...

Per nulla, il risultato è estremamente morbìdo e gradevole. Secondo me è un'ottima interpretazione del giapponese tradizionale

Chiara Dattola ha detto...

che bello grazie, devo dire che questo periodo per me è molto nipponico. Intendo interiormente. Sto osservando molto il cinema giapponese e guardando i maestri, contemporanei e non, del disegno e del fumetto. E' davvero una scoperta: una nuova galassia un nuovo modo di intendere l'intimo e di gestirlo visivamente.

Aresti ha detto...

Io sono un nippomane assoluto quindi non posso che sottoscrivere in tutto e per tutto. Miyazaki e in generale Studio Ghibli sono stati la mia principale influenza,ma in generale trovo l'approccio giapponese alle arti visive e alla scrittura incredibilmente potente e onirico

Chiara Dattola ha detto...

forse hanno proprio un modo più "interiore" di "raccontare" l'interiorità, perché abituati a guardarsi dentro... lo trovo semplicemente spettacolare